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Il Parco nazionale di Mungo fa parte della zona Patrimonio dell'umanità dei Laghi Willandra, una catena di laghi prosciugati che si estendevano in passato tra Willandra Creek e il ramo principale del fiume Lachlan nell’Outback (entroterra) del Nuovo Galles del Sud.
Il lago Mungo si prosciugò circa 14.000 anni fa e oggi lungo la sponda orientale del letto del lago si stende un’imponente duna a forma di mezzaluna, chiamata Walls of China. Queste dune, composte di fango e sabbia, sono continuamente sottoposte all’erosione del vento e dell'acqua, che plasma un paesaggio fragile di affioramenti rocciosi increspati e scanalati e di sabbie cangianti in continuo movimento: dal kaki durante il giorno all'arancione e giallo intenso e al rosso vino del tramonto.
Fu a Mungo, nell’estate della siccità del 1969, che un giovane scienziato trovò per caso i resti di uno scheletro umano cremato, che successivamente risultò essere di una donna di Mungo. Sei anni dopo trovò un uomo di Mungo, sepolto in una fossa cosparsa di ocra.
La datazione al carbonio rivelò che la donna di Mungo aveva almeno 26.000 anni , mentre l'uomo di Mungo ne aveva circa 62.000. Questa scoperta confutava quanto pensato fino ad allora sulla storia della specie umana in Australia ed ebbe profonde implicazioni per quanto riguarda le origini dell'uomo moderno. Di recente la comunità scientifica è giunta alla conclusione che entrambi gli scheletri risalgano a circa 40.000 anni fa.
In tutto il paesaggio sono sparpagliati strumenti ricavati da frammenti di pietra e dal fango spuntano antiche tane di vombati, tronchi fossilizzati di eucalipto e le ossa di marsupiali morti da tempo, compresi vombati di dimensioni pari a quelle di bufali, ormai estinti, e canguri giganti.